Un grande spazio per lo studio, senza prestito bibliotecario
Il Comune ha un patrimonio immobiliare inutilizzato sconcertante. Gli studenti di Cagliari, responsabili di un grosso introito per i commercianti locali, sono costretti a svolgere il loro mestiere, studiare, in condizioni pessime. Le biblioteche sono sempre quasi tutte piene, e fanno tutte orario d'ufficio (caso scandaloso ed eclatante è la Biblioteca Interfacoltà di via Trentino che chiude anche il sabato), tranne ...di più »
Il Comune ha un patrimonio immobiliare inutilizzato sconcertante.
Gli studenti di Cagliari, responsabili di un grosso introito per i commercianti locali, sono costretti a svolgere il loro mestiere, studiare, in condizioni pessime.
Le biblioteche sono sempre quasi tutte piene, e fanno tutte orario d'ufficio (caso scandaloso ed eclatante è la Biblioteca Interfacoltà di via Trentino che chiude anche il sabato), tranne la bellissima eccezione della Sala Lettura di via Dante.
Promuovere lo studio vuol dire anche migliorarne le condizioni e renderlo un'attività sociale che permetta agli studenti di svolgerlo con i colleghi (così come accade in quasi tutti i mestieri) in serenità e sentendosi parte attiva di una comunità, non degli scemini che non hanno voglia di fare niente.
Sappiamo tutti bene che l'essere soli sul posto (tangibile o metaforico) di lavoro non ha mai aiutato nessuno.
Sfruttare spazi inutilizzati, senza i costi della gestione di un patrimonio bibliotecario e del prestito di libri, sarebbe relativamente poco costoso, permettendo al Comune di creare nuovi posti di lavoro ad-hoc per personale addetto solo ed esclusivamente ad una minima sorveglianza sull'osservanza del silenzio, ad esempio.
Se realizzato, sarebbe un grande passo in avanti per la crescita di Cagliari.
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