Innovazione

Orientamento studenti in & out

Sarebbe necessaria una forte ristrutturazione e potenziamento dello sportello orientamento:

Il centro orientameno deve orientare il giovane diplomato alla migliore università in relazione alle sue potenzialità, deve aprire al giovane possibilità alle quali egli stesso nona veva neanche pensato, deve cercare di coniugare passioni e attitidini del neo universitario al fine di creare figure nuove che possano incunearsi nei nuovi interstizzi che il mercato offre. I corsi universitari sono attualmente 3000, sfruttiamoli.

Il centro dovrà avere un database contenente tutte le informazioni degli atenei italiani (impossibile da gestire in cartaceo) non si deve essere gelosi della conocenza dei nostri giovani. Perché volente o nolente ci lasceranno per qualcosa di meglio ogni volta che potranno.

Il centro deve mirare a indirizzare il giovane verso università dalle quali potrà trarre beneficio nel mercato del lavoro locale, deve creare attraverso un percorso assistito, un rapporto di fiducia con il giovane e disegnare nella sua mente un percorso di rientro. Questa rete deve essere creata non solo con le semplici visite che addetti del centro facevano negli istituti superiori al mio periodo. Lo studente va seguito, informato, sostenuto. Nell'era del digitale questo si può fare a costi sempre più bassi.

Per far ciò il centro dovrà avere anche tutte le informazioni ordinate per qualità degli insegnamenti e tutte le informazioni in relazione a tutte le possibili agevolazioni economiche e di servizi verso il giovane che vuole intraprendere il percorso.

Un esempio su tutti. Io studio e vivo a milano, ogni volta che faccio rientro da cagliari con l'ultimo volo della sera in aereo con me la maggior parte dei passeggeri sono consulenti aziendali e informatici che fanno rientro nelle loro aziende.

Benissimo, l'università di cagliari non presenta corsi che formino queste persone (esclusi informatici). Questi giovani vanno indirizzati verso le università in grado di farlo e successivamente fargli capire che per loro c'è un futuro anche nella loro terra. Per far questo ovviamente ci vuole una concertazione con le imprese. E chissà che un giorno anche l'Università di Cagliari non internalizzi corsi di questo genere. L'università deve pensare a rispondere alle esigenze del territorio così come succede nei grandi distretti industriali italiani.

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Idea No. 320